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Tasse sulle vincite delle scommesse virtuali: come funziona

Una schedina sulle corse virtuali dei levrieri va a segno e il saldo del conto di gioco cresce: quella somma è già “pulita” o un giorno bisognerà fare i conti con il fisco? La domanda sulle tasse delle vincite delle scommesse virtuali è più frequente di quanto si pensi, e la risposta dipende quasi interamente da un elemento: il sito su cui si è giocato. Qui trovi come funziona il prelievo, chi lo paga e quando, invece, la vincita va indicata nella dichiarazione dei redditi.

Le informazioni hanno carattere generale e non costituiscono consulenza fiscale: per casi specifici è opportuno rivolgersi a un commercialista o a un CAF.

Cosa dice la legge sulle vincite da gioco

Il punto di partenza è il Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR, DPR 917/1986). L’articolo 67, comma 1, lettera d) inserisce le vincite delle lotterie, dei concorsi a premio, dei giochi e delle scommesse organizzati per il pubblico tra i redditi diversi. L’articolo 69 aggiunge che queste vincite costituiscono reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo d’imposta, senza alcuna deduzione: le perdite, in altre parole, non si sottraggono dalle vincite.

C’è poi l’articolo 30 del DPR 600/1973, che disciplina la ritenuta sui premi e sulle vincite. Il comma 6 stabilisce però che, per le scommesse, l’imposta sulle vincite è compresa nei diritti dovuti all’Erario. Il principio è ribadito dal regolamento delle scommesse a quota fissa (DM 1 agosto 2022, n. 145, articolo 13, comma 2): l’imposta sulle vincite è compresa nell’imposta unica versata dal concessionario.

Vincite scommesse virtuali su siti ADM: già tassate a monte

Le scommesse su eventi simulati sono state introdotte nell’ordinamento con la legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, articolo 1, comma 88) e sono offerte esclusivamente dai concessionari autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Per questi operatori il carico fiscale è strutturato in modo diverso rispetto a una normale ritenuta sul singolo premio: l’imposta sul gioco viene versata dal concessionario allo Stato, calcolata sulla raccolta al netto delle vincite pagate. Per le scommesse a quota fissa su eventi simulati, dal 1° gennaio 2025 l’imposta unica è pari al 24,5% di questo margine (legge 207/2024, articolo 1, comma 92): una percentuale che riguarda l’operatore, non la singola vincita.

Per il giocatore la conseguenza pratica è semplice:

  • la vincita viene accreditata sul conto di gioco nell’importo indicato dalla schedina, senza ulteriori trattenute a suo carico;
  • la somma non va indicata nella dichiarazione dei redditi, né nel 730 né nel modello Redditi;
  • non si somma agli altri redditi e quindi non incide sull’aliquota IRPEF.

Lo stesso vale per tutte le discipline virtuali offerte sul circuito autorizzato, dal calcio virtuale alle corse di cavalli e cani. Discorso diverso per altri giochi, come le lotterie, i giochi numerici o le VLT, che hanno regole proprie e prelievi specifici sulle vincite: la soglia dei 500 euro con trattenuta del 20% di cui si sente parlare non riguarda le scommesse.

Resta comunque utile conservare gli estratti del conto di gioco e le ricevute dei prelievi può essere utile per dimostrare, in caso di controlli sui movimenti bancari, la provenienza delle somme.

Siti non autorizzati: cosa cambia

Il quadro si ribalta se si gioca su piattaforme prive di concessione ADM. Questi operatori non agiscono come sostituti d’imposta e non versano nulla al fisco italiano per conto del giocatore. Secondo l’impostazione generale del TUIR, ripresa dall’Agenzia delle Entrate nella risoluzione 141/E del 2010 su un caso di gioco online all’estero, le vincite percepite andrebbero quindi indicate dal giocatore tra i redditi diversi, nel quadro RL del modello Redditi Persone Fisiche, e tassate con le aliquote IRPEF ordinarie, senza poter scalare le perdite.

Esistono situazioni particolari, come quella degli operatori con sede in altri Paesi dell’Unione Europea, che sono state oggetto di pronunce dei giudici e richiedono una valutazione caso per caso. Se il conto di gioco è presso un operatore estero possono scattare anche gli obblighi di monitoraggio fiscale (quadro RW).

Al di là del fisco, va ricordato che in Italia offrire gioco a distanza senza concessione è illegale e la legge prevede sanzioni anche per chi vi partecipa. Sui siti non autorizzati mancano inoltre le tutele del circuito ADM: certificazione del software, garanzia sul pagamento delle vincite, strumenti di autolimitazione. Per riconoscere un operatore autorizzato basta verificare il numero di concessione e il logo ADM, oppure consultare l’elenco pubblicato dall’Agenzia.

Un confronto rapido

Concessionario ADM Sito non autorizzato
Chi paga l’imposta Il concessionario Il giocatore, se dovuta
Trattenute sulla vincita Nessuna a carico del giocatore Nessuna, ma resta l’obbligo fiscale
Dichiarazione dei redditi Non serve Di regola sì, quadro RL
Perdite deducibili Non pertinente No
Tutele per il giocatore Sì No

Le vincite virtuali cambiano qualcosa rispetto alle scommesse sportive?

Dal punto di vista del giocatore, no. Che si punti su una partita di Serie A o su una gara del palinsesto virtuale, sul circuito autorizzato la vincita arriva sul conto già al netto degli obblighi fiscali, che restano in capo all’operatore. Le differenze riguardano piuttosto il funzionamento del gioco, spiegate nella pagina sulle differenze tra scommesse virtuali e tradizionali, e le regole dei singoli giochi, riassunte nel regolamento delle scommesse virtuali.

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica.

Domande frequenti

Le vincite delle scommesse virtuali vanno dichiarate?

Se ottenute su un concessionario ADM, no: il prelievo fiscale è assolto dall’operatore e la vincita non va inserita nel 730 o nel modello Redditi. Su siti non autorizzati, invece, di regola l’obbligo ricade sul giocatore.

Le vincite delle scommesse virtuali sono tassate al 20%?

No. Sui siti autorizzati l’imposta sulle vincite è compresa nell’imposta unica a carico del concessionario e non viene trattenuta sulla vincita del giocatore. Le trattenute oltre determinate soglie riguardano altri giochi, come lotterie e VLT.

Posso scalare le perdite dalle vincite?

No. L’articolo 69 del TUIR stabilisce che le vincite costituiscono reddito per l’intero importo, senza alcuna deduzione. Il tema delle perdite diventa rilevante solo quando la vincita è da dichiarare, cioè fuori dal circuito autorizzato.

Siti che offrono scommesse virtuali

Bookmaker autorizzati ADM con sezione di scommesse virtuali. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Siti scommesse virtuali

Tutti i siti di scommesse virtuali

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Gioca solo sui siti dei concessionari autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).